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Questa volta non sono arrivata in tempo… questo doveva essere per me il secondo servizio fotografico durante una nascita, ma il parto è stato talmente veloce che non ho avuto il tempo materiale per arrivare prima che Marlena venisse alla luce. 
Così, quando sono arrivata, quello che ho trovato è stato questo fagottino appoggiato sul letto, con un papà super felice in adorazione.

Marlena era nata da mezz’ora circa: posso dire che questo è stato il mio servizio Newborn più “newborn” in assoluto! 

C’era stato un falso allarme quella mattina: mi ero preparata per partire, ma poi l’allarme è rientrato. 
La sera ho lavorato fino a tardi: mi ero appena messa a letto a mezzanotte, quando Melinda, l’ostetrica, mi ha chiamato per dirmi che il travaglio era iniziato. Mi sono rialzata immediatamente e mi sono rivestita di corsa, con i gatti che mi guardavano straniti.

Ero un po’ stranita anch’io…
Un caffè veloce e sono partita. In autostrada c’eravamo io e i camionisti. 

Durante il viaggio cercavo di immaginare come sarebbe stato questo parto, ripercorrevo mentalmente il parto a cui avevo assistito 20 mesi prima: era la stessa famiglia, la stessa casa, lo stesso team di ostetriche. Chissà se il parto sarebbe stato uguale. 

Sicuramente era diverso l’orario: Sephora è nata in pieno giorno, con la luce di una bella giornata soleggiata di agosto… ora eravamo in piena notte, a meno che Marlena non avesse aspettato l’alba per nascere… questo avrebbe influito molto sul servizio fotografico. 

E poi pensavo a come avrei gestito la mia emozione questa volta. La volta scorsa ero molto agitata, era il primo parto a cui assistevo nella mia vita ed era tutto un grande punto interrogativo. 
Questa volta sapevo più o meno cosa mi aspettava e questo mi faceva un po’ paura: avevo paura di sentirmi troppo sicura di me, di prendere la cosa sottogamba, di sottovalutare la mia emotività…  mentre guidavo cercavo di trovare la concentrazione necessaria.

Ho percorso i 130km che mi separavano da Marlena senza intoppi… all’una e mezza ero sotto casa. 

Mi viene ad aprire Margherita, la seconda ostetrica, e mi da la notizia: il parto era stato velocissimo (1 ora circa) e Marlena era già nata. Ecco… questa possibilità non l’avevo presa in considerazione, lo confesso: ci sono rimasta un po’ male.

Avevo colto una sfumatura strana nel modo in cui Margherita mi aveva dato la notizia: era probabilmente dispiaciuta per me, ma questo l’ho capito dopo… lì per lì ho temuto che ci fosse stato qualche problema. 
Così sono entrata un po’ timorosa nella camera da letto: ho guardato il fagotto sul letto, ho dato una rapida occhiata alle espressioni di tutte le persone presenti e mi sono tranquillizzata.

Marlena non mi aveva aspettato, è vero, ma stava benissimo.

Anche Ramona, la super-mamma, stava bene, anche se ancora un po’ sofferente. 

E così ho iniziato a fare le mie foto e a raccontare quello che stava accadendo. 

E ho respirato ancora una volta tanta felicità.